Le donne e le lingue straniere

-La classe A1 alle prese con le preposizioni-

Circa il 65% degli studenti di italiano di ELLCI è donna, ma chiunque si sia trovato in una classe, facoltà o corso di lingue straniere si è trovato di fronte una maggioranza femminile.
Viene spontaneo chiedersi il perché di queste proporzioni. Si tratta di attitudine personale o questa tendenza deriva da stereotipi che vedono le donne più portate per le materie umanistiche?

Secondo Rebecca Rogers, l’apprendimento delle lingue straniere era un elemento fondamentale nell’educazione delle giovani borghesi del “XIX secolo. Ma se ancora oggi le lingue sono la disciplina a maggiore caratterizzazione femminile, davvero possiamo individuare in un’abitudine sociale del secolo scorso i motivi della fortuna femminile nello studio delle lingue?

Molti ricercatori e linguisti hanno affrontato la questione. E per la maggioranza di loro, non è il sesso a determinare le nostre capacità di apprendere una nuova lingua, ma l’ambiente sociale e culturale degli studenti.

Studi condotti in Europa, Asia dell’est e America Latina hanno dimostrato che uomini e donne usano strumenti diversi per apprendere una lingua. Gli uomini usano un solo metodo, mentre le donne le donne adottano un approccio comprensivo che utilizza strumenti di apprendimento diversi, come lettura, scrittura, vocabolario e pronuncia. Metodi diversi però non comportano risultati differenti.

La maggiore presenza delle donne nei corsi di lingue straniere può essere dovuta quindi solo a gusti, desideri e ambizioni professionali diversi tra uomini e donne.

Qual è la vostra esperienza nello studio delle lingue? Siamo curiosi di sentire il vostro parere, sfatiamo questo mito!

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