5 regole grammaticali per imparare l’italiano velocemente

Hai già il biglietto in mano, ti immagini in Piazza San Marco a Venezia con uno spritz, a fare shopping nel quadrilatero della moda a Milano e a perderti negli Uffizi di Firenze. Ma sei sicuro di saper ordinare i piatti tipici italiani? Sei pronto a sostenere una conversazione sui Musei Vaticani?
La domanda che assilla tutti gli studenti di lingue straniere è sempre la stessa: come imparare velocemente una nuova lingua?
Imparare la lingua italiana per stranieri può essere difficile ma non impossibile.

Che tu abbia appena cominciato a studiare la lingua italiana o abbia già i primi rudimenti, un ripasso delle regole grammaticali di italiano è sempre utile.

Trucchi ed idee per stranieri che vogliono imparare la lingua italiana

1. L’italiano si legge come si scrive

La pronuncia dell’italiano è molto regolare, si pronunciano tutte le vocali e le consonanti e in particolare quelle finali. Tutte le parole italiane terminano per vocale e questa, essendo portatrice di informazioni circa il genere e numero dei sostantivi e aggettivi e le desinenze verbali, deve essere sempre pronunciata chiaramente.

2. Pronunciare correttamente le doppie
Le lettere doppie, in italiano, sono molto frequenti, ma riconoscerle nell’ascolto può essere difficile. è importante riconoscerle perché una lettera in meno può cambiare completamente il significato della parola. Ecco alcune regole base:
b non si scrive mai doppia davanti al suffisso – ile: mobile, visibile;
g non si scrive mai doppia davanti a – ione: ragione;
La sillaba -zio NON vuole mai la doppia “zz, ma attenzione alle eccezioni!

3. Questione d’accento
L’uso dell’accento grafico nella lingua italiana si trova solo sulla finale di parola (città, virtù, perché). L’intonaziona data dall’accento grave e acuto in realtà non viene comunemente segnalata, solo la pratica può aiutare. Ad esempio alcune parole acquistano significato diverso a seconda dell’accento: bòtte (danni, percosse), bótte (contenitore), chiése (voce del verbo chiedere), chièse (edifici religiosi), se (nel congiuntivo), sé (parlare di sé stessi).

4. Un apostrofo per amico
Uno degli errori più comuni anche per i madrelingua: quando si mette l’apostrofo? In caso di elisione (caduta vocale davanti a vocale) con tutte le parole femminili: un’amica sì, un amico no.
In caso di troncamento l’apostrofo non ci va! Ecco alcuni esempi di troncamento più famosi e in cui è più facile sbagliarsi: “un poco” diventa “un po’”; “d’accordo” deriva da “da accordo”; “quale é” diventa “qual è”.

5. Distinguere congiuntivo e condizionale
Congiuntivo e condizionale sono i due tempi verbali più maltrattati da studenti di italiano per stranieri e madrelingua. Ricordiamoci alcune regole fondamentali per non sbagliare:
usiamo il congiuntivo quando vogliamo esprimere un’azione che indica un evento non sicuro, ma possibile. Dopo verbi come penso, credo ci va sempre il congiuntivo ( sono verbi del dubbio , non di certezza);
usiamo il condizionale, quando parliamo di un’azione incerta, ma che sicuramente accadrà in presenza di una determinata condizione.
Esempio: : Se piovesse (congiuntivo), arriverei (condizionale) in ritardo.

In bocca al lupo!

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